Losanna 2016

Quarte Giornate svizzere di storia

Potere(i) | Università di Losanna

Dal 9 all’11 giugno 2016, le Quarte Giornate svizzere di storia sono state organizzate dalla SSS in collaborazione con un collettivo dell’Università di Losanna, rappresentativo di diverse facoltà (lettere, scienze sociali e politiche, diritto, scienze criminologiche e amministrazione pubblica, teologia e scienze delle religioni, biologia e medicina).

Il congresso si è svolto nell’edificio Anthropole dell’Università di Losanna, con panel e tavole rotonde dedicati al tema dei “poteri”. Una cena di gala è stata organizzata sulle rive del lago, presso il Beau-Rivage Palace.

Dal 9 all’11 giugno 2016, tre giornate dedicate al tema del potere.

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Documentazione

Call for Panels

Le Quarte Giornate svizzere di storia si terranno presso l’Università di Losanna nel giugno 2016. Evento triennale promosso dalla Società svizzera di storia (SSS) fin dal primo congresso di Berna nel 2007, queste giornate rappresentano il principale punto d’incontro per le storiche e gli storici svizzeri, al di là delle specializzazioni per periodo o per ambito tematico.

Organizzate a Losanna da un collettivo che riunisce cinque facoltà (Facoltà di Lettere, Facoltà di Scienze sociali e politiche, Facoltà di Diritto, Scienze criminologiche e Amministrazione pubblica, Facoltà di Teologia e Scienze delle religioni, Facoltà di Biologia e Medicina) e non meno di dieci unità, le Giornate svizzere di storia 2016 si distinguono per la loro apertura sia metodologica sia cronologica. Offriranno inoltre l’occasione di rafforzare i legami tra il mondo accademico (professori, dottorandi ma anche studenti), gli insegnanti della scuola secondaria, nonché le società storiche regionali e le associazioni professionali, come quelle dei bibliotecari e degli archivisti.

La struttura portante delle Giornate svizzere di storia 2016 sarà costituita da una serie di pannelli e conferenze incentrati sul tema «Potere(i)». L’evento sarà anche un’occasione per dibattiti e scambi su temi storici legati all’attualità e su questioni di politica della ricerca scientifica.

Il presente call for panels ha l’obiettivo di selezionare i temi più interessanti e pertinenti rispetto alla tematica generale. Una volta definiti i panel, un call for papers permetterà a tutte le persone interessate di proporre un contributo.

Tema della manifestazione: «Potere(i)»

Le relazioni di potere sono al centro della storia delle società umane, costituite da una molteplicità di reti e dinamiche di interazione socio-spaziale che si intrecciano e si sovrappongono. Inteso in termini relazionali, il potere può essere definito come la capacità di un individuo o di un gruppo di influenzare o modificare il comportamento di altri. Può assumere forme diverse: sociali, politiche, economiche, culturali, fisiche, simboliche o ideologiche.

Le domande che questo tema solleva sono molteplici: come si conquista il potere (e come alcuni attori riescono a esercitare il proprio dominio su altri), come si esercita (considerando nel tempo l’evoluzione delle sue forme e dei suoi luoghi), come si trasmette e si riproduce (attraverso i meccanismi che ne garantiscono la continuità), e infine come vi si resiste o lo si aggira.

La nozione di potere è particolarmente feconda come chiave di lettura dei processi storici: attraversa tutte le epoche; si presta tanto all’analisi “macro” delle continuità e delle rotture storiche quanto allo studio dei microprocessi che caratterizzano le interazioni sociali; può essere utilizzata in una vasta gamma di approcci metodologici, ad esempio nell’analisi delle reti o nella socio-storia del politico; e riguarda tutti i campi della ricerca storica, dalla storia di genere alla storia culturale, sociale, diplomatica e religiosa.

In ultima analisi, questa scelta tematica offre anche l’opportunità di una riflessione sul ruolo della storia stessa come disciplina e come motore del dibattito sociale e politico. In questo senso, le Giornate svizzere di storia 2016 si configurano come un momento importante per la comunità degli storici in Svizzera, invitata a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio ruolo nella società contemporanea.

Le istituzioni e i luoghi del potere

Un primo livello di riflessione consiste nell’analizzare gli spazi tradizionali, ma in continua trasformazione, legati all’esercizio del potere. L’attenzione può così concentrarsi sulle istituzioni — autorità civili; vescovati, capitoli e parrocchie; gerarchie militari e giudiziarie; organizzazioni internazionali e transnazionali; università e scuole; attori del biopotere, ecc. —, sulla loro organizzazione e sulle loro modalità di funzionamento.
Accanto ai luoghi emblematici della sovranità, si possono inoltre considerare le condizioni di emergere e il ruolo di attori collettivi che, in nome di interessi specifici e/o di valori alternativi, influenzano i detentori del potere. In questa prospettiva rientrano, ad esempio, studi su partiti politici, ordini religiosi o gruppi di interesse di vario tipo.
Un approccio complementare consiste nell’analizzare i contropoteri, la loro natura e le loro interazioni, sia in prospettiva diacronica sia sincronica. A questo proposito, si richiama spesso il ruolo dei media come «quarto potere», ma anche altri attori o forme di autorità — giuridiche, economiche, politiche o culturali — possono essere considerati in una prospettiva analoga.
Infine, la nozione di «luogo del potere» può essere indagata a diverse scale: come interagiscono i livelli regionale, nazionale e sovranazionale e come evolve questa articolazione, ad esempio nei contesti di colonizzazione o di globalizzazione.

Le modalità del processo decisionale e la sua trasmissione

Al di là dell’organizzazione delle forme di potere, un’altra prospettiva di analisi consiste nell’esaminare le modalità del processo decisionale, sia a livello micro sia a livello macro. In qualsiasi gruppo (familiare, politico o economico), l’esercizio del potere implica spesso processi complessi che vanno oltre le responsabilità giuridiche, istituzionali o consuetudinarie esplicite. Ogni decisione o orientamento non si riduce a un atto unilaterale calato dall’alto, ma si costruisce attraverso fasi di negoziazione a diversi livelli, che tengono conto — e spesso anticipano — le reazioni dei soggetti coinvolti. Inoltre, gli attori che partecipano ai processi decisionali sono spesso esterni agli organi direttivi e agiscono in modo discreto, talvolta persino occulto. Ci si avvicina qui al vasto ambito delle pratiche di influenza, che possono includere anche meccanismi come la corruzione.

Le modalità di comunicazione e di attuazione delle decisioni costituiscono un ulteriore campo di indagine. Esse sono frequentemente legate agli strumenti del potere pubblico, di natura religiosa, militare o politica. Non va però trascurata la dimensione culturale: rituali, simboli e rappresentazioni sono infatti strettamente connessi all’esercizio e alla manifestazione del potere. Più in generale, la dimensione simbolica o carismatica del potere rappresenta oggi un ambito di ricerca particolarmente dinamico, che va dalle cerimonie delle corti feudali fino alle forme contemporanee di propaganda, comunicazione politica e diplomazia culturale (soft power).

Istituzionalizzazione e contestazione delle forme di potere

Quali sono le posizioni nei confronti del potere? Lo spettro è ampio: si va dall’accettazione, volontaria o subita, alle forme di opposizione e resistenza, passando per le molteplici modalità di aggiramento. I meccanismi di obbedienza o adesione portano a interrogarsi sulla legittimità del potere: essa può essere imposta in modo autoritario da un’istanza o da un gruppo, oppure costruita su base contrattuale da una collettività di individui liberamente coinvolti. In questa prospettiva, il potere — o meglio, i poteri — va considerato nella sua pluralità e nelle sue molteplici interazioni sociali.

Anche quando è negoziato, il potere incontra sempre opposizioni e critiche. Ciò invita a riflettere sulle strategie di opposizione — istituzionalizzate o meno, legali o illegali, pacifiche o violente —, sulle condizioni della loro attuazione e sulle forme di mobilitazione che le accompagnano. Questa riflessione non dovrebbe limitarsi alla sfera politica, ma estendersi a diversi ambiti, come il mondo del lavoro, quello artistico, l’ambiente scolastico, la sfera domestica, le relazioni di genere o i contesti accademici e scientifici.
Un approccio centrato sull’“aggiramento” del potere consente infine di mettere in dialogo la prospettiva istituzionale con un’attenzione maggiore alle pratiche concrete, evidenziando la varietà di comportamenti e atteggiamenti nei confronti dell’autorità e delle sue norme.

Reportage, video e interviste

Il nostro partner infoclio.ch mette a disposizione una page dédiée aux Quatrièmes Journées suisses d’histoire dove sono disponibili le registrazioni della cerimonia di apertura e delle conferenze principali, oltre a interviste e resoconti di alcuni pannelli.

Sostenitori, sponsor e partner delle Quarte Giornate svizzere di storia

  • Università di Losanna
  • Facoltà di Lettere
  • Facoltà di Scienze sociali e politiche
  • Facoltà di Diritto, Scienze criminologiche e Amministrazione pubblica
  • Facoltà di Teologia e Scienze delle religioni
  • Facoltà di Biologia e Medicina
  • Accademia svizzera di scienze umane e sociali
  • Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica
  • Fondazione per l’Università di Losanna
  • Société Académique Vaudoise
  • Fondazione Pierre du Bois
  • Interface scienza–società dell’Università di Losanna
  • Unidistance
  • Stato di Vaud
  • Città di Losanna
  • Schwabe SA
  • Gruppo Mnémopôle
  • Lausanne Tourisme

Organizzazione del congresso

Le Quarte Giornate svizzere di storia sono state organizzate, da un lato, dalla Società svizzera di storia (SSH) e, dall’altro, da un collettivo dell’Università di Losanna che riuniva cinque facoltà (Lettere; Scienze sociali e politiche; Diritto, Scienze criminologiche e Amministrazione pubblica; Teologia e Scienze delle religioni; Biologia e Medicina) e non meno di dieci unità.

Ufficio e comitato organizzativo delle Giornate svizzere di storia dell’Università di Losanna

  • Karine Crousaz, maître d’enseignement et de recherche in storia moderna, Sezione di storia, Facoltà di Lettere (membro dell’ufficio)
  • Janick Marina Schaufelbuehl, professoressa assistente, Istituto di studi politici, storici e internazionali (IEPHI), Facoltà di Scienze sociali e politiche (membro dell’ufficio)
  • François Vallotton, professore ordinario di storia contemporanea, Sezione di storia, Facoltà di Lettere (membro dell’ufficio)
  • Nicolas Bancel, professore associato, Istituto di Scienze dello sport, Facoltà SSP
  • Vincent Barras, professore ordinario, storia della medicina, Facoltà di Biologia e Medicina
  • Thomas David, professore ordinario, Istituto di studi politici, storici e internazionali (IEPHI), Facoltà di Scienze sociali e politiche
  • Gianni Haver, professore associato, Istituto di scienze sociali, Facoltà SSP
  • Béla Kapossy, professore associato di storia moderna, Sezione di storia, Facoltà di Lettere
  • Eva Pibiri, maître d’enseignement et de recherche in storia medievale, Sezione di storia, Facoltà di Lettere
  • Nelly Valsangiacomo, professoressa ordinaria di storia contemporanea, Sezione di storia, Facoltà di Lettere

Coordinatrici delle Giornate svizzere di storia

  • Dr. Raphaëlle Ruppen Coutaz (gennaio–giugno 2015)
  • Dr. Isabelle Lucas (luglio 2015–giugno 2016)

Membri del comitato esecutivo del Consiglio della Società e del Segretariato generale della SSH

  • Dr. Sacha Zala, presidente
  • Prof. Dr. Janick Marina Schaufelbuehl, vicepresidente
  • Prof. Dr. Bernard Andenmatten
  • Prof. Dr. Lucas Burkart
  • Dr. Monika Gisler
  • Lic. phil. Peppina Beeli, segretaria generale
  • Stud. Deniz Werthmüller, assistente
  • M.A. Joël Swai Praz, civilista